lunedì 14 gennaio 2008

GLI ITALIANI: EROI NONOSTANTE TUTTO.



Alla luce dell’attuale perdita del senso d’identità nazionale, della costante chiusura individualistica del cittadino che sente sempre più distante la comunione di sentimenti e destini che caratterizza la fattiva esistenza di un popolo, mi sembra interessante richiamare alla vostra attenzione un fatto di cronaca emblematico, verificatosi nel secolo scorso.

Dopo il terremoto-maremoto di Messina, all’alba del 28 dicembre 1908, l’Italia ha assistito ad una strumentalizzazione dell’ingente disgrazia umanitaria, perpetrato dagli organi di stampa del tempo che contestavano il ritardo dei soccorsi da parte del Governo.

In particolare si criticavano le forze armate, a detta di alcuni giornalisti ,infatti, gli uomini della marina italiana “sarebbero giunti ponendo le navi ormai in terza fila” dopo quelle degli “eroici marinai russi” e degli inglesi.

Ora, dando per legittime le polemiche sulla gestione della disgrazia da parte del governo Giolitti, che fu peraltro riconosciuta non adeguata dallo stesso Capo di Governo, credo sia stato improprio screditare i militari della Regia Marina, che si trovavano nella città sicula già la mattina del 28 dicembre, cioè subito dopo il verificarsi del sisma (questi dati sono ampiamente riportati da dispacci e documenti ufficiali dell’epoca).

Nonostante le smentite sul ritardo dei soccorsi fatte da parte degli organi della Marina, dal re e da Giolitti, la stampa non provvide a riabilitare l’immagine dei nostri compatrioti, ed in particolare non fu mai posta correzione alla didascalia di una foto riportata sull’importante rivista “Illustrazione Italiana”, che identificava come militari russi alcuni militari italiani, intenti a prestare soccorso alla popolazione.

Tale correzione sarebbe dovuta avvenire senza molti stornelli anche perché l’errore commesso dalla testata giornalistica era stato prontamente segnalato alla stessa dal Capitano di vascello della Regina Elena, il quale inviò un dispaccio che notificava i nomi ed i gradi dei soldati ritratti: MARINA ITALIANI DELLA REGINA ELENA, non “eroici soldati della corazzata Makaroff”.

Alla luce di quanto detto, credo sia doveroso riconoscere la spinta umanitaria di un’intera nazione e, nel caso particolare, delle forze armate italiane davanti ad una delle disgrazie più importanti del secolo ventesimo, dimenticando finalmente le strumentalizzazioni politiche e riabilitando l’identità ed il valore del popolo italiano.
Rodolfo Maduri
GIOVENTU ITALIANA CALABRIA-Catanzaro

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