lunedì 28 gennaio 2008

ECCO COSA FANNO I NOSTRI SOLDATI

Ecco una lettera inviatami da un mio caro amico (di quelli con cui si cresce insieme giocando a pallone e mangiando dolci… soprattutto… sin da bambini), un po’ speciale, perché in questo momento è uno di quei tanti portatori di pace italiani in giro per il mondo. Avrei dovuto correggere la lettera e gettare giù un articolo ma credo che niente più delle parole di chi vive quotidianamente le missioni italiane di pace possa descrivere meglio cosa fanno i nostri soldati.

Caro Angelo come promesso ti scrivo raccontandoti quello che facciamo qui e la situazione libanese, non sono bravo a scrivere articoli quindi ti do le informazioni basilari, noi operiamo qui nel sud del libano in base alla risoluzione O.N.U. n. 1701 dell'11 agosto 2006. Attualmente è operativa in Libano la brigata ariete della quale fa parte il mio reggimento, l'11 rgt bersaglieri che in Italia ha sede ad Orcenico superiore. I compiti del contingente UNIFIL sono: supportare le forze armate Libanesi a dispiegarsi nel sud del Libano dove mancano da circa 30 anni, monitorare la fine delle ostilità tra Israele ed Hezbollah, garantire sicurezza e libertà di movimento al personale UN e convogli umanitari, stabilire le condizioni necessarie per un accordo permanente di cessate il fuoco e per favorirne la sua implementazione e assistere, su richiesta, il governo libanese nel controllo delle linee di confine per prevenire l'immissione di armi. Questi sono gli aspetti burocratici, praticamente il nostro lavoro si svolge quotidianamente pattugliando 24 ore su 24 il territorio a sud del fiume Litani, nome arabo del fiume Leonte che da il nome alla missione UNIFIL, controllando l'effettiva fine delle ostilità e il mantenimento della pace in questa zona. La zona sotto il nostro controllo è abbastanza tranquilla, la gente per strada ci saluta amichevolmente perchè conosce bene il lavoro dei soldati italiani che si basa sulla professionalità e sul rispetto x la popolazione locale. C'è da dire che questo paese è diverso da altri paesi arabi, prima di tutto perchè cristiani e musulmani vivono fianco a fianco pacificamente (nella nostra zona è presente la cittadina di Qana, nota città cristiana sede di un miracolo di Gesù Cristo), ed è un pò più sviluppato degli altri, infatti girando ho visto certe ville che in Italia ce li sogniamo… Ovviamente le attività non sono solo di tipo operativo ma anche di supporto alla popolazione. Per esempio in alcune municipalità limitrofe alla base, ufficiali italiani insegnano la nostra lingua ai bambini attraverso dei corsi; esiste anche un'attività di supporto veterinario chiamato Medical care, preziosa e indispensabile l'opera del team EOD (sminatori) che ripuliscono il terreno dalle bombe inespolse dopo i massicci bombardamenti dell'agosto scorso da parte di Israele. C'è anche un plotone composto da solo donne che organizza incontri con donne del posto per comprendere meglio le problematiche e notare le differenze culturali. Le basi italiane sono situate nelle basi Marakah, Tibnin, Zibqin, Chamma e al Hinniyah. Penso di essere stavo esaustivo nel descrivere le nostre attività nella zona, concludo con la mia situazione personale che è buona io sono alla prima vera esperienza all'estero dopo aver intravisto l'Iraq per 44 giorni a cavallo tra il 2005 e il 2006. Tre mesi sono già passati siamo al giro di boa la lontananza dall'Italia e dai cari si sente ma qui facciamo di tutto per stare bene. Ho incontrato gente meravigliosa, fratelli che mi fanno sentire in Italia, a Natale abbiamo addobbato la tenda con albero di natale, luci e regali...se non era per la mimetica mi sentivo a casa. Sono contento di essere qui in Libano perchè questa gente merita una possibilità, e sono veramente soddisfatto di vedere giorno dopo giorno i miglioramenti nelle strade, nei palazzi che si ricostruiscono, nei bambini che giocano tranquilli senza guardare in aria sperando che oggi non si debba seppellire nessun civile o bambino innocente come durante i giorni dei bombardamenti. La mia task force ha sede a Marakah e non sono l'unico calabrese qui...siamo circa una cinquantina, nel mio plotone c'è anche un ragazzo di Palmi, Maurizio La Penna
Ti saluto piccolo grande Angelo...ci sentiamo e ci vediamo presto...A noi!!!

Che dire… come avrebbe potuto anche il migliore dei giornalisti raccontare e far rendere l’idea di cosa fanno i nostri amici, e soprattutto di cosa significa per loro la parola missione??! Per i ragazzi dell’esercito fare una missione non è distruggere auto e spaccare vetrine, non è attentare la vita di giovani carabinieri in una guerriglia urbana, non è insultare tutto e tutti e sperare di cambiare il mondo con spranghe e molotov, per loro fare una missione vuol dire aiutare veramente chi sta in difficoltà, per i militari fare una missione vuol dire essere orgogliosi di fare del bene fregiandosi di un tricolore, per i giovani soprattutto fare una missione vuol dire trovare dei fratelli tutti uniti sotto la stessa bandiera. Forse Roberto e tutti gli altri militari non avranno mai intitolata un aula al Senato dai politi ipocriti e bigotti, quasi sicuramente non diventeranno dei parlamentari per un partito che li strumentalizza per i propri giochi di potere, ma avranno qualcosa di più puro di più prezioso, e che nessuno e ripeto nessuno gli potrà mai togliere, il nostro rispetto, la nostra ammirazione, la nostra gratitudine!!!
Grazie Roberto, Grazie ragazzi, oggi più che mai grazie al vostro impegno siamo orgogliosi di essere ITALIANI!

venerdì 25 gennaio 2008

FINALMENTE

Finalmente.... è la prima parola che alla stragrande degli italiani è venuta in mente stasera quando il governo di catto-comunisti guidato da Romano Prodi è giunto all'epilogo. Ora dritti al voto senza governi tecnici o istituzionali, restituiamo la parola a tutti quelli italiani che da quasi due anni soffrono in silenzio. La destra si proporrà così prepotentemente sulla scena politica, per far svoltare più che mai il nostro paese a destra, in un momento in cui quasi tutti ne sentono il bisogno. Alle armi o.... la campagna elettorale ci aspetta!

mercoledì 16 gennaio 2008

ORA BASTA

Basta non ce la facciamo più, in questi giorni più che mai la nostra Italia è diventata la vergogna del mondo! Una delle più importanti città italiane è ormai una fogna a cielo aperto, l’università più grande d’Europa rifiuta per colpa di un gruppo di comunisti la visita del Papa, e dulcis in fundo la moglie (nonché presidente del Consiglio regionale della Campania) del ministro della giustizia sembrerebbe essere stata sottoposta alla misura cautelare degli arresti domiciliari.
Non per essere faziosi, ma tutte e tre queste vergogne d’Italia hanno lo stesso minimo comun denominatore, ci sono coinvolti sempre personaggi del centro sinistra. Quello che vogliamo fare non è sterile polemica, lasciamo agli illuminati uomini della sinistra siffatto onore, semplicemente vorremmo illustrare con dati di fatto ciò che accade in questi giorni.
Per quanto riguarda il problema dei rifiuti di Napoli, la città è sommersa dai rifiuti a causa principalmente della politica del no effettuata dai Verdi che troppo spesso confondono la tutela dell’ambiente con l’opporsi aprioristicamente ad ogni nuova tecnologia. È colpa di chi governa Napoli e la Campania da oltre un decennio (l’altra sera a porta a porta il verde Bonelli era imbarazzante quando tentava di addebitare le colpe a quel galantuomo di Rastrelli), che tutto ad un tratto sembrano svaniti nel nulla. È colpa di quell’indegno del Presidente della Repubblica, il quale ha il barbaro coraggio di affermare che il problema è troppo enfatizzato, quando in realtà tutto il mondo ci guarda con sdegno. È vero, non è giusto abbandonare i Napoletani al loro destino, ma non ci dimentichiamo che Bassolino e la Jervolino hanno vinto quasi con percentuale bulgare, ergo chi è causa del suo mal pianga se stesso….
Il caso della Sapienza è forse cosa di più scandaloso e indegno che possa accadere in un paese come il nostro. Che le università fossero un covo di ex sessantottini travestiti da baroni e di figli di papà che giocano a fare i rivoluzionare è ormai tristemente risaputo, ma che una tra le più prestigiose (da ieri non più) università europee si faccia comandare da questi pseudo rivoluzionari e le Istituzioni tacciano o intervengano ormai a partita chiusa (vero Mussi?) è veramente vergognoso. Quando il Santo Padre viene trattato come un assassino e un predicatore di odio dove sono le forze dell’ordine e la magistratura??? A già dimenticavo in questi giorni c’era il pericoloso gruppo futurista che ha lanciato migliaia di palline colorate a Roma da combattere, questo si che è un attentato all’ordine pubblico!
Ed infine ecco la notizia del giorno lady Mastella indagata per tentata concussione, il marito si dimette e il buon Prodi promette di rifiutare le dimissioni. Tutti si affrettano a solidarizzare con Mastella (parte dell’opposizione precisa dal punto di vista umano) per l’attacco subito. Ma perché solidarizzare se una persona commette un reato quale solidarietà va data? Ma in che paese viviamo? Come ci può essere pulizia morale nella classe politica se il modo più semplice per avere solidarietà tra i colleghi è quella di essere indagati per un qualsivoglia reato? La solidarietà cari onorevoli va data ai giovani che non trovano lavoro, alle famiglie che non arrivano a metà mese, a chi non può permettersi una casa, a queste persone va data la solidarietà non ad un collega la cui moglie è sottoposta ad indagini!
Cari italiani della DESTRA che tristezza provo a vedere l’Italia di oggi, lottiamo impegniamoci, abbiamo una grande responsabilità cambiare la nostra Patria siamo veramente arrivati ad un punto di non ritorno!

lunedì 14 gennaio 2008

GLI ITALIANI: EROI NONOSTANTE TUTTO.



Alla luce dell’attuale perdita del senso d’identità nazionale, della costante chiusura individualistica del cittadino che sente sempre più distante la comunione di sentimenti e destini che caratterizza la fattiva esistenza di un popolo, mi sembra interessante richiamare alla vostra attenzione un fatto di cronaca emblematico, verificatosi nel secolo scorso.

Dopo il terremoto-maremoto di Messina, all’alba del 28 dicembre 1908, l’Italia ha assistito ad una strumentalizzazione dell’ingente disgrazia umanitaria, perpetrato dagli organi di stampa del tempo che contestavano il ritardo dei soccorsi da parte del Governo.

In particolare si criticavano le forze armate, a detta di alcuni giornalisti ,infatti, gli uomini della marina italiana “sarebbero giunti ponendo le navi ormai in terza fila” dopo quelle degli “eroici marinai russi” e degli inglesi.

Ora, dando per legittime le polemiche sulla gestione della disgrazia da parte del governo Giolitti, che fu peraltro riconosciuta non adeguata dallo stesso Capo di Governo, credo sia stato improprio screditare i militari della Regia Marina, che si trovavano nella città sicula già la mattina del 28 dicembre, cioè subito dopo il verificarsi del sisma (questi dati sono ampiamente riportati da dispacci e documenti ufficiali dell’epoca).

Nonostante le smentite sul ritardo dei soccorsi fatte da parte degli organi della Marina, dal re e da Giolitti, la stampa non provvide a riabilitare l’immagine dei nostri compatrioti, ed in particolare non fu mai posta correzione alla didascalia di una foto riportata sull’importante rivista “Illustrazione Italiana”, che identificava come militari russi alcuni militari italiani, intenti a prestare soccorso alla popolazione.

Tale correzione sarebbe dovuta avvenire senza molti stornelli anche perché l’errore commesso dalla testata giornalistica era stato prontamente segnalato alla stessa dal Capitano di vascello della Regina Elena, il quale inviò un dispaccio che notificava i nomi ed i gradi dei soldati ritratti: MARINA ITALIANI DELLA REGINA ELENA, non “eroici soldati della corazzata Makaroff”.

Alla luce di quanto detto, credo sia doveroso riconoscere la spinta umanitaria di un’intera nazione e, nel caso particolare, delle forze armate italiane davanti ad una delle disgrazie più importanti del secolo ventesimo, dimenticando finalmente le strumentalizzazioni politiche e riabilitando l’identità ed il valore del popolo italiano.
Rodolfo Maduri
GIOVENTU ITALIANA CALABRIA-Catanzaro

sabato 12 gennaio 2008

RACCOLTA FIRME PROGETTO H2O

Domenica 13 Gennaio Gioventù Italiana in tutta Italia raccoglierà le firme per il progetto h2o, in Calabria ci saranno banchetti per la raccolta firme a Rosarno, Cittanova, Palmi, Cirò, Petronà, e Crotone.

Le aziende pubbliche che gestiscono e distribuiscono l’acqua devono rimanere o devono nuovamente essere riconvertite in un capitale di azienda a maggioranza pubblica. Il maggiore azionista rimarranno i Municipi e le Province che dovranno gestire l’azienda nell’interesse comune
Le aziende pubbliche, distribuiscono il bene a tutti i cittadini della propria area di distribuzione presso il proprio domicilio applicando ad essi un primo e modesto costo di gestione della rete acquifera pari a 10 euro ogni due mesi, necessari a mantenere in attivo il bilancio aziendale e ad adempiere, come appena detto, ai costi necessari per la depurazione la manutenzione e la distribuzione.
Le aziende pubbliche dovranno fornire ad ogni nucleo familiare (in base anche al numero dei componenti) una quantità media di acqua al mese gratuitamente.
Possiamo stimare che una famiglia composta da 4 persone possa usufruire di 4000 litri di acqua al mese gratuitamente
Questa modesta quantità servirà ad adempiere in maniera civile ed umana ai maggiori consumi di acqua che mediamente vengono consumati da una famiglia italiana (igiene personale, elettrodomestici comuni, acqua da bere)
Se le famiglie sforeranno la soglia litri mensili standard dovranno allora pagare il surplus secondo fasce di consumo crescenti.
Ovviamente tale principio di tariffazione sarà applicato nei casi di utilizzo domestico e dunque privato dell’ acqua , tale proposta non tocca l’ area commerciale , industriale e agricola della richiesta idrica .
Il ProgettoH2o si propone dunque di restituire ai cittadini un diritto primario dell’ uomo : quello dell’ acqua .
Mira a togliere di mano agli speculatori dell’ acqua i diritti di vendita pubblica e di distribuzione . Cerca di portare avanti con una proposta semplice e chiara , una politica di Risparmio idrico , da anni ignorato dalla politica nazionale e locale .L’ acqua è dunque un diritto di tutti ma non per questo è nostro diritto sprecarla .

lunedì 7 gennaio 2008