E’ iniziata la nostra battaglia contro le accise sulla benzina , solo così potremmo fermare il caro vita e ridare slancio alla nostra economia . I soldi lo Stato dovrà andarli a prendere a banche e finanziarie e non dalle tasche già ultra tassate dei cittadini . Scenderemo nelle piazze e raccoglieremo le firme famiglia per famiglia per sottoscrivere una proposta di legge per il taglio delle tasse sui carburanti .Un paese è in ginocchio, un popolo all’affanno economico, spinto sull’oblio dei continui rincari dei beni di consumo e di prima necessità, dal continuo aumento dei prezzi dei servizi essenziali una volta pubblici , dall’impossibilità di accedere ad un mutuo per l’ acquisto della prima casa ed infine dal caro benzina .La situazione geopolitica internazionale impone un rialzo del prezzo del greggio venduto al barile, dovuto alla continua richiesta della materia prima da parte delle nuove potenze economiche orientali e dal potere di contrattazione di paesi membri dell’OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio ) che ad oggi impongono il prezzo della benzina sui mercati internazionali. Oltre a questa assurda situazione che vede il nostro paese come vittima del ricatto energetico internazionale, assistiamo al ricatto dei nostri governanti nazionali che in questi ultimi 50 anni non hanno saputo altro che aumentare le accise sui carburanti .Ad oggi infatti il 60 % del costo del carburante viene intascato dallo Stato per tasse assurde .Le accise infatti sono state utilizzate per reperire fondi o entrate pubbliche straordinarie.Purtroppo, una volta decise non sono mai state rimosse dopo aver raggiunto lo scopo.1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;14 lire per la crisi di Suez del 1956;10 lire per il disastro del Vajont del 1963;10 lire per l’ alluvione di Firenze del 1966;10 lire per il terremoto del Belice del 1968;99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;75 lire per il terremoto dell’ Irpinia del 1980; (anche se dopo tutti questi anni sono ancora molte le famiglie dell’ Irpinia senza una casa)205 lire per la missione in Libano del 1983;22 lire per la missione in Bosnia del 1996;39 lire (0,020 euro) per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.Totale 485,9 lire/l (0,25 €/l)Al termine dei conti possiamo contare una tassazione che costituisce più del 60% del prezzo finale di un litro di benzina , infatti abbiamo :1. accisa (sopra indicate)2. Iva sul prezzo3. Iva sull’accisa (una tassa sulla tassa!)Nota: in Italia non è possibile tassare una tassa perché le tasse per essere ritenute valide devono produrre benefici diretti al consumatore che paga quel tributo4. tassazione dei profitti delle compagnieSe andiamo a confrontare i dati Italiani con quelli europei comprendiamo quanto i consumatori nel nostro paese siano svantaggiati , infatti le accise italiane sono del 57,1% superiori al minimo UE.Le imposte sui carburanti costano agli italiani, in proporzione al reddito, più che agli altri cittadini europei: Le imposte su un pieno di benzina al mese su un’auto di media cilindrata equivalgono al 2,65% del nostro Pil pro capite, contro il 2,25% dei francesi, 2,33% dei tedeschi, 1,79% degli svedesi.Per dare un idea più concreta di quello che accade alle tasche degli italiani ogni volta che fanno benzina consideriamo i costi per un’automobile di piccola cilindrata a benzina : Pieno medio 44€ di cui 27€ sono imposte .Considerando invece gli introiti globali della vendita dei carburanti si arriva a cifre da capogiro : 56,2 miliardi di euro nel 2007, di cui 43,6 sulla rete distributiva stradale e autostradale. Sono suddivisi in 21,2 miliardi di euro per la benzina (pari al 37,8% del totale) e 34,9 miliardi di euro per il gasolio (pari al 62,2%).Di quei 56,2 miliardi di euro, solo 19,3 miliardi sono il vero carburante che finisce nei motori, cioè il 34,3% della spesa.Invece, circa 5,2 miliardi di euro costituiscono il costo del servizio di logistica e capillare distribuzione all’utente finale o la remunerazione della fase di commercializzazione: una componente che vale il 9,3% della spesa.Però la batosta vera sono i circa 31,7 miliardi di euro di imposte pagate all’erario (accise e imposta sul valore aggiunto) Insomma, su 100 euro di pieno 56,4 euro vanno allo Stato.Questa situazione è ormai diventata insostenibile , visto anche il continuo rincaro della materia prima , per cui il nostro paese dovrà decidere a cambiare rotta . Di fatto una tassazione così estrema dei carburanti non fa altro che rallentare lo sviluppo economico del nostro paese facendo aumentare vertiginosamente l’inflazione e il costo della vita delle famiglie italiane i cui redditi sono congelati ormai dal tempo dell’entrata in vigore dell’Euro .Lanciamo dunque la nostra proposta che diventerà una battaglia nazionale operata per il bene del popolo italiano, scenderemo nelle piazze e raccoglieremo le firme famiglia per famiglia per sottoscrivere una proposta di legge per il taglio delle tasse sui carburanti .La nostra proposta è chiara quanto attuabile :Eliminazione immediata delle accise ormai decadute e della tassazione ad esse associate , facendo così si diminuirebbe drasticamente il prezzo dei carburanti di circa 40 centesimi al litro . Questo non significa eliminare le tasse sulla benzina che in ogni caso rimarrebbero (Iva sul prezzo e tassazione profitti compagnie) ma eliminare una speculazione in atto da parte dello Stato nei confronti delle tasche dei cittadini.Dove verranno recuperati questi soldi da parte dello Stato?I mancati incassi delle accise sul carburante dovranno essere presi da coloro che realmente stanno arricchendosi alle spalle dei cittadini ovvero il sistema bancario .Il sistema politico ad oggi vigente che potremmo definire composto da veri e propri “Camerieri delle banche “ ha fatto si che le banche centrali dopo essere state svendute a banche e finanziarie private potessero stampare moneta corrente e prestare tale moneta agli Stati nazionali al valore nominale . Per cui la Bce (Banca centrale europea in mano a privati) stampa una banconota da 100 euro la paga 30 centesimi la “presta” allo Stato italiano che dovrà restituirla alla banca centrale con gli interessi , questo stato di cose (signoraggio) fa si che i debiti pubblici degli Stati aumentino sempre più a tutto vantaggio dei poteri bancari che stanno dietro alle Banche Centrali.Inoltre le banche centrali non pagano le tasse sugli introiti di tale prestito.Per fare in modo che torni la giustizia sociale nel nostro paese , il governo dovrà impegnarsi a prendere le risorse economiche là dove sono concentrate le vere ricchezze finanziarie ovvero dalle mani degli aguzzini del nostro popolo che si ad oggi si chiamano banche.Per questo formuleremo una proposta di legge corredata da migliaia di firme per chiedere che vengano finalmente tolte tutte le accise sulla benzina e che i mancati introiti di tali tasse possano essere recuperati attraverso una forte tassazione straordinaria delle banche e delle finanziarie imponendo una tassa patrimoniale che non ricada sul costo dei conti correnti degli italiani ma sui guadagni e sui patrimoni bancari.
giovedì 29 maggio 2008
domenica 11 maggio 2008
LA DESTRA VERSO IL PRIMO CONGRESSO NAZIONALE
La nuova situazione politica determinata dalle recenti elezioni per il rinnovo del Parlamento vedra’ La Destra italiana impegnata nellacostruzione nell’intero territorio di un progetto politico e culturale che fondi la propria dimensione nella tradizione e nella cultura profonda dellaNazione.33 milioni di italiani hanno deciso chi e’ presente in Parlamento, 3 milioni hanno votato per chi e’ stato escluso e ben 14 milioni non hannovotato.
Il comitato politico nazionale ha deciso di avviare la nuova fase cominciando la discussione su come arrivare alla stagione congressuale, in ottemperanza al mandato annuale dell’assemblea costituente di novembre.Vogliamo arrivarci partendo da una campagna di ascolto che deve coinvolgere tutta la nostra struttura, con un calendario di assemblee regionali (nel Lazio saranno svolte anche quelle provinciali), aperte a tutti i dirigenti locali, fino ai portavoce comunali, a cura degli attuali responsabili regionali, finalizzata anzitutto a serrare le fila. In convizioni difficilissime abbiamo ottenuto un grande risultato in appena cinque mesi di vita, siamo arrivati ad appena duecentomila voti dai quattro partiti – tutti insieme – della sinistra radicale.
Venerdi’ 9 maggio Abruzzo (Alba Adriatica - Teramo)Sabato 10 maggio UmbriaDomenica 11 maggio Marche (Cagli)Lunedi’ 12 maggio esecutivo romano per l’organizzazione della conferenzaorganizzativa capitolina del 27 maggioLunedi’ 12 maggio LatinaMartedi’ 13 maggio Frosinone (a Cassino)Mercoledi’ 14 maggio Roma provincia (Tivoli)Giovedi’ 15 maggio Rieti (Colle di Tora)Venerdi’ 16 maggio AostaSabato 17 maggio Piemonte (Torino)Domenica 18 maggio Lombardia (Milano)Lunedi’ 19 maggio ViterboVenerdi 23 maggio LiguriaSabato 24 maggio ToscanaDomenica 25 maggio Emilia-RomagnaMartedi’ 27 maggio RomaVenerdi 30 maggio CalabriaDomenica 1 giugno SiciliaVenerdi 6 giugno PugliaSabato 7 giugno BasilicataDomenica 8 giugno CampaniaVenerdi 13 giugno MoliseSabato 14 giugno SardegnaVenerdi 20 giugno Trentino alto adigeSabato 21 giugno Friuli Venezia giuliaDomenica 22 giugno Veneto
Il congresso – a cui lavorera’ una commissione per la predisposizione del regolamento presieduta dal responsabile organizzativo Stefano Morselli – sara’ preceduto dalle assemblee regionali degli iscritti che sarannochiamate ad eleggere i rispettivi portavoce regionali e i delegati al congresso nazionale in ragione dei voti ottenuti alla Camera in ciascuna regione.Sara’ questo il modo per una prima legittimazione dal basso della nostra rappresentanza regionale, una prima risposta positiva a chi parla di regionalizzazione del movimento, attraverso il consenso degli iscritti al partito. Il nostro statuto parla di anzianita’ d’iscrizione di almeno sei mesi, quindi potranno votare quelli che avranno aderito sei mesi dallo svolgimento delle assise mentre sara’ possibile rinnovare l’iscrizione fino al giorno del congresso per gli iscritti 2007.Successivamente al congresso nazionale saranno rinominati, d’intesa tra i segretari regionali e il segretario nazionale eletto, i portavoce provinciali e quelli dei comuni capoluogo di provincia, che accompagneranno entro l’anno il territorio ai rispettivi congressi locali, con la possibilita’ di votare anche per gli iscritti che nel frattempo avranno aderito, sempre a partire dai sei mesi precedenti lo svolgimento delle assise locali. Ma questa tempistica puo’ anche essere oggetto di discussioneAl congresso nazionale sara’ approvato lo statuto definitivo del Movimento. Al centro del congresso saranno, oltre all’elezione degli organi che saranno previsti dal nuovo statuto, i rapporti con le forze politiche a partire da quelle della maggioranza di governo, quelli con la Fiamma Tricolore e il Fronte Nazionale, e le iniziative sociali da intraprendere nel Paese, con in testa una grande manifestazione di popolo da organizzare per l’autunno con precisi obiettivi politiciQuando parliamo dei rapporti con le forze della maggioranza di governo, la cosa piu’ sbagliata sarebbe impostarla come se si trattasse di un referendum se andare o no con Berlusconi. Per quel che mi riguarda la risposta e’ negativa. Anche perche’ c’e’ chi si chiede se il Pdl ci vuole o no. Per me il problema non e’ quello che vuole il Pdl, ma quello che vogliamo noi. Sarebbe stato facilissimo accordarsi con il Pdl: sarebbe bastato rinunciare al simbolo, fare quello che ha fatto l’onorevole Rotondi e puntare ad un ministero cancellando ogni traccia della propria identita’ politica, privilegiando quella personale. Abbiamo detto di noi, e con noi lo hanno detto poco meno di un milione di italiani. Non ci hanno chiesto – gli italiani – di fare i sottosegretari, non possiamo l’anno prossimo promettergli che faremo gli assessori. Se faremo gli assessori sara’ in base a rapporti di forza che sapremo costruire e non per grazia ricevuta. Laddove siamo andati bene ci verranno a cercare; laddove non siamo determinanti non lo faranno. Ma non possiamo essere il bancomat del popolo delle liberta’: ecco perche’ serve un congresso che fissi i nostri paletti.Abbiamo pagato oltre ogni misura il voto utile, ci riproveranno con la riforma delle legge elettorale europee: se abbiamo fatto una scelta di dignita’ alle politiche, dobbiamo preparare il partito a combattere una battaglia con un’organizzazione migliore e parole d’ordine piu’ efficaci per le europee. Abbiamo preso circa un milione di voti nonostante il paradosso di essere nati come Destra leale verso Berlusconi e finendo la campagna elettorale come la Destra che non si doveva votare. Ci hanno votato comunque: dobbiamo dire a ognuno dei nostri elettori di convincerne un altro e il 2,5 diventa il 5 per cento. Diventeremo determinanti perche’ a sinistra per forza di cose dovranno inseguire la ricomposizione e se noi manterremo un atteggiamento di dignita’ – guardando anche 17 milioni di italiani non rappresentati dal Parlamento – potremo puntare ad una posizione politica di alleanza con il centrodestra non basata sulla gentile concessione ma sulla capacita’ di essere determinanti per vincere, ma anche per governare a precise condizioni politiche e di programma. Novita’ rilevanti sul piano organizzativo, ed e’ il secondo passaggio sulla regionalizzazione del partito, in favore delle strutture del territoriopotranno essere decise: il tesseramento al partito da suddividere tra quote in parti uguali tra sezioni, federazioni provinciali, strutture regionali e struttura nazionale. In pratica, solo il 25% della quota della tessera dovra’ arrivare al partito, il resto rimanere in periferia alle varie articolazioni. Tutto questo finalizzato alla necessita’ di rafforzare la presenza territoriale con l’obiettivo di aprire ottomila sezioni in tutta Italia, a partire dalla nuova e piu’ funzionale sede nazionale, in modo da arrivare con tutte le nostre potenzialita’ agli appuntamenti elettorali delle europee e amministrative del prossimo anno.Saremo presenti in tutte le competizioni amministrative con nostri candidati alle massime cariche locali, disponibili a fare coalizione con il centrodestra, indisponibili a subire ulteriori ostracismi come quelli che ancora oggi registriamo. E proprio il congresso sara’ l’occasione – dopo la campagna di ascolto dei quadri locali di tutta italia attraverso le assemblee regionali e i relativi congressi – per stabilire il “posizionamento” della Destra italiana nel nuovo scenario politico.Dal primo congresso nazionale partiremo con il lancio di una bozza di programma per le elezioni europee che sara’ sottoposto alla discussione e alla modifica con un grande confronto popolare in tutto il Paese.Noi non chiediamo un posto da occupare,noi cerchiamo un posto dove vale la pena di stare.
Il comitato politico nazionale ha deciso di avviare la nuova fase cominciando la discussione su come arrivare alla stagione congressuale, in ottemperanza al mandato annuale dell’assemblea costituente di novembre.Vogliamo arrivarci partendo da una campagna di ascolto che deve coinvolgere tutta la nostra struttura, con un calendario di assemblee regionali (nel Lazio saranno svolte anche quelle provinciali), aperte a tutti i dirigenti locali, fino ai portavoce comunali, a cura degli attuali responsabili regionali, finalizzata anzitutto a serrare le fila. In convizioni difficilissime abbiamo ottenuto un grande risultato in appena cinque mesi di vita, siamo arrivati ad appena duecentomila voti dai quattro partiti – tutti insieme – della sinistra radicale.
Venerdi’ 9 maggio Abruzzo (Alba Adriatica - Teramo)Sabato 10 maggio UmbriaDomenica 11 maggio Marche (Cagli)Lunedi’ 12 maggio esecutivo romano per l’organizzazione della conferenzaorganizzativa capitolina del 27 maggioLunedi’ 12 maggio LatinaMartedi’ 13 maggio Frosinone (a Cassino)Mercoledi’ 14 maggio Roma provincia (Tivoli)Giovedi’ 15 maggio Rieti (Colle di Tora)Venerdi’ 16 maggio AostaSabato 17 maggio Piemonte (Torino)Domenica 18 maggio Lombardia (Milano)Lunedi’ 19 maggio ViterboVenerdi 23 maggio LiguriaSabato 24 maggio ToscanaDomenica 25 maggio Emilia-RomagnaMartedi’ 27 maggio RomaVenerdi 30 maggio CalabriaDomenica 1 giugno SiciliaVenerdi 6 giugno PugliaSabato 7 giugno BasilicataDomenica 8 giugno CampaniaVenerdi 13 giugno MoliseSabato 14 giugno SardegnaVenerdi 20 giugno Trentino alto adigeSabato 21 giugno Friuli Venezia giuliaDomenica 22 giugno Veneto
Il congresso – a cui lavorera’ una commissione per la predisposizione del regolamento presieduta dal responsabile organizzativo Stefano Morselli – sara’ preceduto dalle assemblee regionali degli iscritti che sarannochiamate ad eleggere i rispettivi portavoce regionali e i delegati al congresso nazionale in ragione dei voti ottenuti alla Camera in ciascuna regione.Sara’ questo il modo per una prima legittimazione dal basso della nostra rappresentanza regionale, una prima risposta positiva a chi parla di regionalizzazione del movimento, attraverso il consenso degli iscritti al partito. Il nostro statuto parla di anzianita’ d’iscrizione di almeno sei mesi, quindi potranno votare quelli che avranno aderito sei mesi dallo svolgimento delle assise mentre sara’ possibile rinnovare l’iscrizione fino al giorno del congresso per gli iscritti 2007.Successivamente al congresso nazionale saranno rinominati, d’intesa tra i segretari regionali e il segretario nazionale eletto, i portavoce provinciali e quelli dei comuni capoluogo di provincia, che accompagneranno entro l’anno il territorio ai rispettivi congressi locali, con la possibilita’ di votare anche per gli iscritti che nel frattempo avranno aderito, sempre a partire dai sei mesi precedenti lo svolgimento delle assise locali. Ma questa tempistica puo’ anche essere oggetto di discussioneAl congresso nazionale sara’ approvato lo statuto definitivo del Movimento. Al centro del congresso saranno, oltre all’elezione degli organi che saranno previsti dal nuovo statuto, i rapporti con le forze politiche a partire da quelle della maggioranza di governo, quelli con la Fiamma Tricolore e il Fronte Nazionale, e le iniziative sociali da intraprendere nel Paese, con in testa una grande manifestazione di popolo da organizzare per l’autunno con precisi obiettivi politiciQuando parliamo dei rapporti con le forze della maggioranza di governo, la cosa piu’ sbagliata sarebbe impostarla come se si trattasse di un referendum se andare o no con Berlusconi. Per quel che mi riguarda la risposta e’ negativa. Anche perche’ c’e’ chi si chiede se il Pdl ci vuole o no. Per me il problema non e’ quello che vuole il Pdl, ma quello che vogliamo noi. Sarebbe stato facilissimo accordarsi con il Pdl: sarebbe bastato rinunciare al simbolo, fare quello che ha fatto l’onorevole Rotondi e puntare ad un ministero cancellando ogni traccia della propria identita’ politica, privilegiando quella personale. Abbiamo detto di noi, e con noi lo hanno detto poco meno di un milione di italiani. Non ci hanno chiesto – gli italiani – di fare i sottosegretari, non possiamo l’anno prossimo promettergli che faremo gli assessori. Se faremo gli assessori sara’ in base a rapporti di forza che sapremo costruire e non per grazia ricevuta. Laddove siamo andati bene ci verranno a cercare; laddove non siamo determinanti non lo faranno. Ma non possiamo essere il bancomat del popolo delle liberta’: ecco perche’ serve un congresso che fissi i nostri paletti.Abbiamo pagato oltre ogni misura il voto utile, ci riproveranno con la riforma delle legge elettorale europee: se abbiamo fatto una scelta di dignita’ alle politiche, dobbiamo preparare il partito a combattere una battaglia con un’organizzazione migliore e parole d’ordine piu’ efficaci per le europee. Abbiamo preso circa un milione di voti nonostante il paradosso di essere nati come Destra leale verso Berlusconi e finendo la campagna elettorale come la Destra che non si doveva votare. Ci hanno votato comunque: dobbiamo dire a ognuno dei nostri elettori di convincerne un altro e il 2,5 diventa il 5 per cento. Diventeremo determinanti perche’ a sinistra per forza di cose dovranno inseguire la ricomposizione e se noi manterremo un atteggiamento di dignita’ – guardando anche 17 milioni di italiani non rappresentati dal Parlamento – potremo puntare ad una posizione politica di alleanza con il centrodestra non basata sulla gentile concessione ma sulla capacita’ di essere determinanti per vincere, ma anche per governare a precise condizioni politiche e di programma. Novita’ rilevanti sul piano organizzativo, ed e’ il secondo passaggio sulla regionalizzazione del partito, in favore delle strutture del territoriopotranno essere decise: il tesseramento al partito da suddividere tra quote in parti uguali tra sezioni, federazioni provinciali, strutture regionali e struttura nazionale. In pratica, solo il 25% della quota della tessera dovra’ arrivare al partito, il resto rimanere in periferia alle varie articolazioni. Tutto questo finalizzato alla necessita’ di rafforzare la presenza territoriale con l’obiettivo di aprire ottomila sezioni in tutta Italia, a partire dalla nuova e piu’ funzionale sede nazionale, in modo da arrivare con tutte le nostre potenzialita’ agli appuntamenti elettorali delle europee e amministrative del prossimo anno.Saremo presenti in tutte le competizioni amministrative con nostri candidati alle massime cariche locali, disponibili a fare coalizione con il centrodestra, indisponibili a subire ulteriori ostracismi come quelli che ancora oggi registriamo. E proprio il congresso sara’ l’occasione – dopo la campagna di ascolto dei quadri locali di tutta italia attraverso le assemblee regionali e i relativi congressi – per stabilire il “posizionamento” della Destra italiana nel nuovo scenario politico.Dal primo congresso nazionale partiremo con il lancio di una bozza di programma per le elezioni europee che sara’ sottoposto alla discussione e alla modifica con un grande confronto popolare in tutto il Paese.Noi non chiediamo un posto da occupare,noi cerchiamo un posto dove vale la pena di stare.
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