mercoledì 23 aprile 2008

E ORA RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE

Le elezioni sono ormai un ricordo passato, ed al di là della soddisfazione per aver ottenuto quasi un milione di voti, resta l’amaro in bocca per non essere riusciti a raggiungere la fatidica soglia del 4% che ci avrebbe consentito di avere una rappresentanza parlamentare. Se fossimo confluiti nel pdl così come ci era stato chiesto a quest’ora avremmo avuto formalmente deputati, senatori, un ministero e qualche sottosegretariato, ma sostanzialmente non avremmo avuto niente perché avremmo annullato noi stessi, i nostri sogni, i nostri ideali. Parlare di ideali oggi che il Parlamento italiano è composto al 100% dal centro senza quindi destra e sinistra, è forse antistorico ed anacronistico, ma noi in quei valori ci crediamo. Siamo ancora convinti che si possa governare senza scendere a compromessi, basando l’azione politica sull’onestà e sulla vicinanza ai cittadini. Non è facile, non lo è per niente, ci aspettano mesi duri, ci saranno più dolori che gioie, ma allo stesso tempo siamo convinti che ci siano tanti giovani che non vedono l’ora di gettarsi nella mischia per cambiare il proprio paese, e la propria Patria. Si deve ripartire dalle realtà locali, conducendo quelle piccole battaglie quotidiane che possono migliorare la vita dei cittadini, e che i grandi politici dimenticano o fingono di dimenticarsi. C’è tanta sfiducia nella classe politica attuale e come dare torto a tutti coloro i quali pensano ciò? Ma c’è anche tanta voglia di cambiamento, di rinnovamento, di dare spazio a quelle persone che fanno politica perché amano la propria terra e non per interesse personale, il nostro obiettivo sarà questo far capire a tutti perché facciamo politica, e lo dimostreremo nei fatti che il compromesso, ed il baratto dell’interesse dei cittadini in nome di qualche tornaconto personale non fa parte del nostro dna. Noi siamo consapevoli che il nostro cammino sarà difficile, ma non ci interessa e non ci fa paura perchè come diceva Ezra Pound "E' molto difficile per un uomo credere abbastanza energicamente in qualcosa, in modo che ciòche crede significhi qualcosa, senza dare fastidio agli altri"

martedì 8 aprile 2008

mercoledì 2 aprile 2008

SANTANCHE' A CATANZARO


Martedì il popolo calabrese de La DESTRA, ha incontrato la sua eroina, colei che farà si che la Destra in Italia continui a vivere, la donna senza palle di velluto che grazie alla sua grinta al suo politicamente scorretto farà si che la fiamma che arde nel cuore di tutti noi sia presente nel prossimo Parlamento, martedì a Catanzaro noi popolo calabrese abbiamo incontrato Daniela Santachè! Ha aperto la serata Gabriele Limido, quello che ormai per tutti noi giovani calabresi più che un coordinatore regionale è diventato un mito, colui che fa della questione morale uno stile di vita, che si scaglia contro tutto e tutti coloro i quali usano la nostra splendida terra per il proprio tornaconto personale! Dopo, il prof. Elio Talarico, portavoce di Catanzaro, con la sua arte oratoria ha riscaldato ancor di più i nostri cuori, e poi intervenuto l’On. Staiti, e poi… Eccola, stupenda Daniela Santanchè, i nostri cuori pulsavano di gioia, nelle nostre vene scorreva più che mai sangue di colore rosso bianco e verde, nella nostra anima ardeva impetuosa quella fiamma che il 26 dicembre del 1946 Giorgio Almirante insieme ad altri grandi e coraggiosi uomini ha creato e di cui noi ora siamo gelosi custodi. Daniela ha infiammato la platea rivolgendosi a giovani e anziani, uomini e donne con quel carisma, quella schiettezza, quella sincerità e quella passione che solo un grande leader di destra può avere. Meritocrazia, questione morale, sicurezza, sviluppo della Calabria (definita dalla nostra candidata premier come regione più bella della California), stipendio dei parlamentari a 1200 €, ecco con quali argomenti la nostra “pasionaria nera” ha fatto quasi esplodere l’Auditorium Casalinuovo. Finita la tappa calabrese tutti i presenti ci siamo convinti, se ancora qualcuno potesse nutrire qualche dubbio che ce la faremo, perché non può esistere un’Italia senza la destra.
Ed infine un ringraziamento mio personale, ma che dovrebbe essere di tutti noi, a Francesco Storace, l’uomo che ci sta facendo vivere questo sogno, l’uomo che a luglio capì a cosa andava in contro la destra in Italia, l’uomo che cosi come fece il padre di tutti noi Giorgio Almirante oltre sessant’anni fa, farà si che quel sogno che si chiama DESTRA non morirà mai! Francesco così come noi parliamo di Almirante tra sessant’anni si parlerà di te!