martedì 12 agosto 2008

NASCE GIOVENTU' ITALIANA A TREBISACCE

Gioventù Italiana Trebisacce, battezza la sua nascita con una bella iniziativa: la presentazione di un ordine del giorno al sindaco della cittadina jonica per manifestare solidarietà al popolo tibetano con la richiesta di esposizione della bandiera tibetana per tutta la durata dei Giochi Olimpici.Il movimento giovanile nato da poco a Trebisacce è stato affidato a Domenico Grosseto, con la collaborazione di Francesco Folda trebisaccese doc e responsabile provinciale a Ferrara, Vittoria Conte responsabile del dipartimento donne di "La Destra" nella provincia di Cosenza. Il responsabile di G.I. Cosenza Domenico Avolio si complimenta per l'iniziativa dando un "in bocca al lupo" al neo responsabile trebisaccese

giovedì 7 agosto 2008

VERGOGNA

Richiesta di archiviazione al Tribunale dei Ministri - da parte della procura della repubblica di Venezia ed in particolare dal procuratore capo Carlo Mastelloni - per il leader della Lega e ministro della Riforme Umberto Bossi, protagonista dell'episodio risalente al 20 luglio allorché, nel corso di un comizio tenuto a Padova, parlando del testo dell'inno di Mameli alzò' il dito medio criticando alcune espressioni in esso contenute. La richiesta giunge a conclusione dell'inchiesta aperta dallo stesso ufficio giudiziario con l'ipotesi di vilipendio: secondo quanto e' appreso, la procura veneziana non ritiene possa configurarsi nella fattispecie un reato ministeriale in quanto Bossi non sarebbe stato nell'esercizio della sue funzioni. Spetterà adesso al tribunale dei ministri valutare questa posizione: nel caso in cui dovesse essere d'accordo, deciderà se trasmettere (o no) gli atti alla medesima procura di Padova per un'eventuale prosecuzione del procedimento nei confronti di Bossi come reato comune. Leggo questo articolo sul sito dell’AGI (Agenzia Giornalistica Italiana), è la mia reazione cambia di attimo in attimo, stupore, rabbia, vergogna…. Si vergogna, di essere rappresentato da un Ministro del genere, vergogna di dover essere giudicato da magistrati che praticano tutto tranne giustizia, vergogna di essere italiano.
Vergogna e impotenza perché tutto quello che ho studiato e in cui credo fermamente sono solo parole gettate al vento o affisse nelle aule dei tribunali (La legge è uguale per tutti).
Quale uguaglianza mi chiedo? Se un senatore dell’opposizione si permette di fare una considerazione sulla persona che è il Presidente della Repubblica viene il giorno dopo inquisito e la giustizia (caso più unico che raro) è celere ed efficiente. Se invece un ministro offende a parole e con gesti il nostro inno nazionale, immutabile, unico, che narra secoli di storia italica, ecco che come per incanto il padano che schifa Roma e l’Italia, ma i cui soldi e poteri non dispiacciono affatto, non può essere accusato di vilipendio.
Ma pensando a tutto questo, no, non ho vergogna di essere italiano, sono orgoglioso della mia nazione, della mia storia, della mia Italia che parte dalle Alpi per arrivare fino alla punta estrema della splendida Sicilia, passano per il nord – est, Firenze, l’infinita ed immensa Roma, la mia splendida Calabria. Sono orgoglioso della nostra cultura e della nostra tradizione, vorrei come dice una canzone “che i miei nipoti assomigliassero ai miei nonni il più possibile…”.
Ciò che invece mi fa schifo sei tu Bossi, vile, ignorante e indegno di rappresentarmi, sono i giudici politicizzati e con i paraocchi.
Ma nonostante ciò non mi farete mai vergognare di essere italiano, anzi mi spingete a lottare con ogni forza per far si che il popolo italiano non sia più governato e giudicato da gente come voi!

domenica 3 agosto 2008




Gioventù Italiana movimento giovanile de La Destra , venerdì 8 agosto scenderà in piazza a Roma in una manifestazione nazionale per il Tibet Libero lo annuncia Luca Lorenzi a nome di tutta la dirigenza di Gioventù Italiana , la manifestazione sarà in concomitanza con la Cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Pechino, il ritrovo è fissato per le ore 15 a Largo dei Lombardi, su Via del Corso, nel cuore della Capitale. Saremo tantissimi per protestare contro la Cina comunista e per chiedere che la nostra nazionale partecipi alla manifestazione olimpica non con il tricolore ma con la bandiera del Coni , in segno di protesta contro le violazioni dei diritti umani perpetrati da decenni dalla dittatura cinese. Alla manifestazione parteciperanno anche i big della Destra.

“Esistono tragedie e comportamenti a cui chi crede ancora di poter cambiare il mondo non può permettersi di assistere immobile!” è quanto dichiarano Aimone Ferrario Bonanni e Francesco Ciccone, ideatori dell’iniziativa “Stop Cina! Free Tibet, Free Europe”
“Non possiamo esimerci dal sentirci vicini alla sofferenza del popolo tibetano, e dall’affiancarla a quella di chi nel nostro Paese è costretto alla soglia della povertà da uno stipendio da fame o da un licenziamento. Situazioni in vero molto diverse ma originate dalla stessa sprezzante violenza ed ignoranza di quelle regole di rispetto per l’Uomo e per i Popoliche dovrebbero rappresentare le fondamenta di qualunque Stato. Ed è questa diversità congenita che ci impedisce di accettare questi Giochi Olimpici. Lo Sport può e deve avvicinare ed unire, serve a riscoprire una radice di Valori comuni, laddove questa radice non esiste, una manifestazione sportiva come le Olimpiadi perde il suo senso e rimane solo una vuota scatola pubblicitaria a servizio degli interessi di legittimazione e sdoganamento di un regime criminale”.
“Di fronte ai recenti accadimenti in Tibet, ed alle proposte di boicottaggio che alcuni esponenti della società, del mondo sportivo o politico hanno avanzato, si è levata una serie di voci contrarie, in nome degli ideali Olimpici, della non politicizzazione della manifestazione dei cinque cerchi. Un coro di “the show must go on” che facilmente si impone di fronte al silenzio della stampa sul problema Tibet e alle timide voci dei principali esponenti politici. Ma quale show, quale spettacolo deve continuare? Quello dei massacri della popolazione tibetana che rivendica la propria indipendenza, violentemente usurpata e negata dalla Cina comunista fin dal 1949? Quello della carcerazione di oltre mille oppositori politici protagonisti delle manifestazioni di piazza duramente represse dalla Polizia cinese? Oppure a continuare dev’essere lo show dell’Occidente schiavo della volontà di dominio mondiale della Cina capital-comunista che sta riuscendo a farci calpestare gli ideali su cui si fondano le nostre democrazie?”.
“Non è pensabile che le Federazioni boicottino le Olimpiadi? Allora chiediamo che tutte le Società che sponsorizzano la manifestazione o che grazie ad essa beneficeranno di lucrosi ricavi (pensiamo alle concessionarie pubblicitarie di tv e carta stampata…) devolvano una quota a sostegno del Tibet e della sua lotta non violenta per l’indipendenza. Gesto concreto che varrebbe forse più di mille parole. Combattiamo questa battaglia perché è la nostra battaglia, quella per la libertà dei Popoli e per la difesa dei nostri Valori. Se chi ha nelle mani i fili del potere ha timore di schierarsi pubblicamente contro il colosso cinese Noi non possiamo certo abbassare la testa e tacere, Noi non vogliamo renderci complici di un tale gioco, Noi non guarderemo le Olimpiadi” concludono Aimone Ferrario Bonanni e Francesco Ciccone.