Richiesta di archiviazione al Tribunale dei Ministri - da parte della procura della repubblica di Venezia ed in particolare dal procuratore capo Carlo Mastelloni - per il leader della Lega e ministro della Riforme Umberto Bossi, protagonista dell'episodio risalente al 20 luglio allorché, nel corso di un comizio tenuto a Padova, parlando del testo dell'inno di Mameli alzò' il dito medio criticando alcune espressioni in esso contenute. La richiesta giunge a conclusione dell'inchiesta aperta dallo stesso ufficio giudiziario con l'ipotesi di vilipendio: secondo quanto e' appreso, la procura veneziana non ritiene possa configurarsi nella fattispecie un reato ministeriale in quanto Bossi non sarebbe stato nell'esercizio della sue funzioni. Spetterà adesso al tribunale dei ministri valutare questa posizione: nel caso in cui dovesse essere d'accordo, deciderà se trasmettere (o no) gli atti alla medesima procura di Padova per un'eventuale prosecuzione del procedimento nei confronti di Bossi come reato comune. Leggo questo articolo sul sito dell’AGI (Agenzia Giornalistica Italiana), è la mia reazione cambia di attimo in attimo, stupore, rabbia, vergogna…. Si vergogna, di essere rappresentato da un Ministro del genere, vergogna di dover essere giudicato da magistrati che praticano tutto tranne giustizia, vergogna di essere italiano.Vergogna e impotenza perché tutto quello che ho studiato e in cui credo fermamente sono solo parole gettate al vento o affisse nelle aule dei tribunali (La legge è uguale per tutti).
Quale uguaglianza mi chiedo? Se un senatore dell’opposizione si permette di fare una considerazione sulla persona che è il Presidente della Repubblica viene il giorno dopo inquisito e la giustizia (caso più unico che raro) è celere ed efficiente. Se invece un ministro offende a parole e con gesti il nostro inno nazionale, immutabile, unico, che narra secoli di storia italica, ecco che come per incanto il padano che schifa Roma e l’Italia, ma i cui soldi e poteri non dispiacciono affatto, non può essere accusato di vilipendio.
Ma pensando a tutto questo, no, non ho vergogna di essere italiano, sono orgoglioso della mia nazione, della mia storia, della mia Italia che parte dalle Alpi per arrivare fino alla punta estrema della splendida Sicilia, passano per il nord – est, Firenze, l’infinita ed immensa Roma, la mia splendida Calabria. Sono orgoglioso della nostra cultura e della nostra tradizione, vorrei come dice una canzone “che i miei nipoti assomigliassero ai miei nonni il più possibile…”.
Ciò che invece mi fa schifo sei tu Bossi, vile, ignorante e indegno di rappresentarmi, sono i giudici politicizzati e con i paraocchi.
Ma nonostante ciò non mi farete mai vergognare di essere italiano, anzi mi spingete a lottare con ogni forza per far si che il popolo italiano non sia più governato e giudicato da gente come voi!
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